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Archivio per Dicembre 2007

Sfogliando stamane l’inserto culturale del Sole 24 ore, mi ha colpito un pensiero di Lorenzo Tomasin che, in un suo articolo sulla migliore poesia del 2007, afferma “Vien da pensare che la poesia italiana migliore sia, ancora oggi, quella che sa guardare anche indietro anziché protendersi a tutti i costi verso una monotona novità”.

Quell’aggettivo, monotona, affiancato quasi in ossimoro a novità, mi riporta ad un altro pensiero, questa volta di Brançusi, il quale affermava che “la semplicità è una complessità risolta”.

Uno più uno, semplice appunto, due affermazioni uguali ma che non si annullano, la doppia negazione che resta doppia negazione: la novità ai nostri giorni può realizzarsi solo con un ritorno alla semplicità, quella di Brançusi sia chiaro, quella che non è banalità o superficialità, ma assimilizione e meditazione del complesso, risolto poi sotto forme nitide, chiare, lucide, accessibili.

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Lavorare come docente

(Munitevi d’ironia, a scanso d’equivoci)
Il docente non lavora, esce di casa per quelle 3 o 4 ore al giorno, poi rientra all’ora di pranzo, si spara una bella pennica e guarda la tv tutto il pomeriggio. Il docente vive di cultura, mangia cultura, beve cultura, non tocca cibo, i soldi non gli servono, può fare [...]

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Il film di Francesca Comencini adotta la tecnica del “liberamente tratto da” operando continue contaminazioni con il mondo della letteratura. Ufficialmente la sceneggiatura si rifà esclusivamente al Capitolo Quarto e Quinto della “Coscienza di Zeno”, tuttavia è innegabile non scorgervi precisi riferimenti alle “Tre Sorelle” di Čechov e ad un preciso lirismo narrativo. La figura [...]

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