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	<title>Commenti a: Chi c&#8217;è e chi non c&#8217;è stato mai - L&#8217;onda marchigiana</title>
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	<description>Francesco Accattoli</description>
	<pubDate>Wed, 20 Aug 2008 13:20:07 +0000</pubDate>
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		<title>Di: Francesco Accattoli</title>
		<link>http://sequestocosmo.wordpress.com/2008/05/01/chi-ce-e-chi-non-ce-stato-mai-londa-marchigiana/#comment-26</link>
		<dc:creator>Francesco Accattoli</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 11 May 2008 15:22:32 +0000</pubDate>
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		<description>Ciao Ale,

grazie mille per la tua analisi, davvero lucida e niente affatto da profano: sei un grande musicista e anche tu, da indipendente, avrai dovuto affrontare situazioni del genere e sgomitare. Hai ragione a pensare che non sono solo le Marche ad essere così ingrate verso i suoi cittadini. Pochi giorni fa mi ha scritto tale Simone Zanin, poeta di Pordenone, anche lui ostracizzato dai suoi conterranei e dagli addetti ai lavori del resto d'Italia, nonostante i premi vinti e le pubblicazioni. Ho fatto riferimento alle Marche solo ed esclusivamente perchè da mesi si parla di "onda marchigiana", io dico "lobby marchigiana", ed io sono marchigiano, anche se non proprio doc, visti i natali romagnoli di mia madre. E' imbarazzante inoltre il fatto che questo post sia stato letto da molte delle persone del mondo poetico locale e nessuno abbia preso l'iniziativa di scrivere un commento. Non vedo, non sento, non parlo.
Sono felice per i tuoi incoraggiamenti, sono straconvinto della loro genuinità. Ah, io di certo continuo. Così come con i Noa Noa. Ti ricordi i bastoni tra le ruote che ci hanno messo per molto tempo? Eppure alla finale del S.Giorgio Rock Festival ci siamo arrivati noi, su più di trecento gruppi da tutta Italia. La mediocrità alla lunga non paga, anche se certi esempi nel nostro Paese dimostrerebbero il contrario.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao Ale,</p>
<p>grazie mille per la tua analisi, davvero lucida e niente affatto da profano: sei un grande musicista e anche tu, da indipendente, avrai dovuto affrontare situazioni del genere e sgomitare. Hai ragione a pensare che non sono solo le Marche ad essere così ingrate verso i suoi cittadini. Pochi giorni fa mi ha scritto tale Simone Zanin, poeta di Pordenone, anche lui ostracizzato dai suoi conterranei e dagli addetti ai lavori del resto d&#8217;Italia, nonostante i premi vinti e le pubblicazioni. Ho fatto riferimento alle Marche solo ed esclusivamente perchè da mesi si parla di &#8220;onda marchigiana&#8221;, io dico &#8220;lobby marchigiana&#8221;, ed io sono marchigiano, anche se non proprio doc, visti i natali romagnoli di mia madre. E&#8217; imbarazzante inoltre il fatto che questo post sia stato letto da molte delle persone del mondo poetico locale e nessuno abbia preso l&#8217;iniziativa di scrivere un commento. Non vedo, non sento, non parlo.<br />
Sono felice per i tuoi incoraggiamenti, sono straconvinto della loro genuinità. Ah, io di certo continuo. Così come con i Noa Noa. Ti ricordi i bastoni tra le ruote che ci hanno messo per molto tempo? Eppure alla finale del S.Giorgio Rock Festival ci siamo arrivati noi, su più di trecento gruppi da tutta Italia. La mediocrità alla lunga non paga, anche se certi esempi nel nostro Paese dimostrerebbero il contrario.</p>
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		<title>Di: Acamone</title>
		<link>http://sequestocosmo.wordpress.com/2008/05/01/chi-ce-e-chi-non-ce-stato-mai-londa-marchigiana/#comment-25</link>
		<dc:creator>Acamone</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 11 May 2008 12:15:22 +0000</pubDate>
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		<description>Francesco, ho letto con interesse il tuo ultimo post, 
come tra l'altro spesso mi capita dopo aver aggiunto il feed RSS del tuo blog nella mia home page. 

Anche se non sono un "addetto ai lavori" e soprattutto sono un po' restio in genere a commentare i post, questa volta, come marchigiano ed osimano, dirò la mia. 

Ho la sensazione che tu abbia perfettamente ragione quando dici che lo scenario della poesia nelle Marche, è in mano a "club" (per non chiamarli con un nome ben più di moda come "caste") più o meno potenti che decidono chi e come escludere o "benedire" nel loro entuourage. Come musicista dilettante ho a avuto parecchie occasioni di suonare in giro per la nostra regione e altrove, estero compreso, e ti posso dire che, quando si sale a certi livelli, nelle nostre medio-piccole città, ci si deve per forza scontrare con questi gruppi autoreferenziali di "artisti che contano", che molto spesso fanno finta di ignorare i giovani emergenti. Penso che il loro essere restii ad esaltare, magari, le doti di un giovane scrittore, poeta, o musicista (che appunto come dici tu "manca di servilismo"), sia proprio per paura di poter essere superati e messi in secondo piano dal "nuovo che avanza", da idee diverse dalle loro. Hanno timore di perdere il "potere" e l'influenza che essi esercitano nel panorama artistico-politico della città, provincia o regione e quindi anche i contributi economici che ne derivano. Quando, però, ti riferisci alla nostra regione un po' come alla "pecora nera" del panorama nazionale, non mi trovo pienamente d'accordo.

E' mai possibile che il "popolo marchigiano" sia l'unico così chiuso e cieco a ciò che lo circonda? Sicuramente un po' è così, la storia sin dell'epoca dei Comuni ce lo insegna (e le tue vicissitudini sono una conferma!), ma non penso che nelle aree provinciali di altre regioni l'ambiente sia poi così diverso dal nostro, più sensibile magari a quello che viene da fuori (da altre regioni, tu stesso ne sei testimone) piuttosto che ai propri conterranei, forse perché quelli che vengono da fuori non sono sentiti come una minaccia "costante". 

Secondo me sono poche le città realmente aperte al nuovo, quelle in cui chi vi abita non ha paura di mettersi in discussione, che vede il nuovo come momento di accrescimento dell'intera comunità. Forse solo le grandi metropoli europee hanno queste caratteristiche, sicuramente non la provincia marchigiana, ma nemmeno quella di altre regioni secondo me.

Per concludere, non vorrei comunque sembrare il qualunquista che dipinge uno scenario catastrofico, sarebbe troppo facile, soprattutto di questi tempi. La nostra realtà è sicuramente molto dura per chi, come te, porta avanti le proprie idee e vede che il riconoscimento non è corrisposto o tarda a venire (lo sai... Nemo Propheta in Patria), ma sono certo che la tua perseveranza, prima o poi, verrà premiata anche da noi, e la soddisfazione che ne scaturirà varrà doppiamente. Vai avanti, Francesco, ci sono dei conterranei che credono in te.



Un abbraccio



Alessandro</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Francesco, ho letto con interesse il tuo ultimo post,<br />
come tra l&#8217;altro spesso mi capita dopo aver aggiunto il feed RSS del tuo blog nella mia home page. </p>
<p>Anche se non sono un &#8220;addetto ai lavori&#8221; e soprattutto sono un po&#8217; restio in genere a commentare i post, questa volta, come marchigiano ed osimano, dirò la mia. </p>
<p>Ho la sensazione che tu abbia perfettamente ragione quando dici che lo scenario della poesia nelle Marche, è in mano a &#8220;club&#8221; (per non chiamarli con un nome ben più di moda come &#8220;caste&#8221 <img src='http://s.wordpress.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> più o meno potenti che decidono chi e come escludere o &#8220;benedire&#8221; nel loro entuourage. Come musicista dilettante ho a avuto parecchie occasioni di suonare in giro per la nostra regione e altrove, estero compreso, e ti posso dire che, quando si sale a certi livelli, nelle nostre medio-piccole città, ci si deve per forza scontrare con questi gruppi autoreferenziali di &#8220;artisti che contano&#8221;, che molto spesso fanno finta di ignorare i giovani emergenti. Penso che il loro essere restii ad esaltare, magari, le doti di un giovane scrittore, poeta, o musicista (che appunto come dici tu &#8220;manca di servilismo&#8221;), sia proprio per paura di poter essere superati e messi in secondo piano dal &#8220;nuovo che avanza&#8221;, da idee diverse dalle loro. Hanno timore di perdere il &#8220;potere&#8221; e l&#8217;influenza che essi esercitano nel panorama artistico-politico della città, provincia o regione e quindi anche i contributi economici che ne derivano. Quando, però, ti riferisci alla nostra regione un po&#8217; come alla &#8220;pecora nera&#8221; del panorama nazionale, non mi trovo pienamente d&#8217;accordo.</p>
<p>E&#8217; mai possibile che il &#8220;popolo marchigiano&#8221; sia l&#8217;unico così chiuso e cieco a ciò che lo circonda? Sicuramente un po&#8217; è così, la storia sin dell&#8217;epoca dei Comuni ce lo insegna (e le tue vicissitudini sono una conferma!), ma non penso che nelle aree provinciali di altre regioni l&#8217;ambiente sia poi così diverso dal nostro, più sensibile magari a quello che viene da fuori (da altre regioni, tu stesso ne sei testimone) piuttosto che ai propri conterranei, forse perché quelli che vengono da fuori non sono sentiti come una minaccia &#8220;costante&#8221;. </p>
<p>Secondo me sono poche le città realmente aperte al nuovo, quelle in cui chi vi abita non ha paura di mettersi in discussione, che vede il nuovo come momento di accrescimento dell&#8217;intera comunità. Forse solo le grandi metropoli europee hanno queste caratteristiche, sicuramente non la provincia marchigiana, ma nemmeno quella di altre regioni secondo me.</p>
<p>Per concludere, non vorrei comunque sembrare il qualunquista che dipinge uno scenario catastrofico, sarebbe troppo facile, soprattutto di questi tempi. La nostra realtà è sicuramente molto dura per chi, come te, porta avanti le proprie idee e vede che il riconoscimento non è corrisposto o tarda a venire (lo sai&#8230; Nemo Propheta in Patria), ma sono certo che la tua perseveranza, prima o poi, verrà premiata anche da noi, e la soddisfazione che ne scaturirà varrà doppiamente. Vai avanti, Francesco, ci sono dei conterranei che credono in te.</p>
<p>Un abbraccio</p>
<p>Alessandro</p>
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