Ho avuto la fortuna di incrociare tre giovani animati da una sincera passione per la poesia, tre ragazzi attenti e volenterosi – direi se fossero miei studenti a scuola.
Sono stati accolti da Alessandro Seri e dai ragazzi della Tribù dalle Pupille Ardenti, sono ormai parte di un movimento, quello maceratese, che da tempo si occupa di poesia con competenza, passione e prospettiva. E personalmente ritengo che il dare spazio ai giovani, già solo l’atto di ascoltarli, il dedicare loro del tempo - anzichè concentrarsi soltanto su eventi da cartellone – sia un grande merito, un segno evidente di positività e di calore umano. Ed è questo che fa la differenza, non il computo delle persone presenti in sala.
Comunque, tornando a noi, ho incrociato questi tre baldi giovani, che rispondono ai nomi di Sonia Maggini, Valerio Marconi ed Ignazio Piangatelli, in varie occasioni poetiche e cenaiole qua e là per le nostre belle colline marchigiane, ed ascoltandoli declamare i loro versi sono rimasto colpito dalla qualità della loro poesia. Ho deciso allora di ospitarli a turno nel mio blog, d’accordo con il loro mentore e amico Alessandro Seri.
Sonia Maggini ha appena compiuto 18 anni, vive a Recanati e a settembre s’accingerà a frequentare l’ultimo anno al Liceo Classico della sua città. Sonia è di poche parole, mai banali, precise, esatte. La sua poesia procede attraverso una pacatezza lucida, che non offre comodità, ma anzi richiama l’attenzione continuamente, sino al fulmen in clausula, alla dichiarazione finale che si scopre in tutta la sua umanità. Oltre alla capacità di dialogare con il lettore, colpisce già in Sonia Maggini l’uso delle pause, il lavoro sui ritmi, sulle sonorità, sui vuoti più che sulla sovrabbondanza di elementi. Il lessico è quotidiano, per nulla suggestionato da ridondanze adolescenziali e scolastiche, il suo è un dire essenziale, il verso breve diventa forma privilegiata della comunicazione. Che non è mai universale, nè aspira ad esserlo, la vita quotidiana sa essere più amara e sorprendente. E poi l’ironia, dote rara ai giorni nostri, specie tra gli scrittori, pregio che permette alla giovane Sonia di porsi senza alibi, ma semmai di divertirsi a muoversi con libertà nel delineare contorni, nel non offrire soluzioni a portata di mano.
Di seguito riporto quattro sue liriche, con il rammarico di non poterne aggiungere altre che mi hanno colpito, visto che sono in gara per Poesia di Strada: non vorremmo certo scoprire le carte!!!
***
Scivola e s’insinua
e non abbandona
insicurezza che spazza
identità
che spezza la certezza
che morde e corrode
silenzio e rumore
che annulla e che getta nel
vuoto.
***
Ed era di nuovo
Il noi obbligatorio
Conversione assistita
Senza scelta
Al tuo pensiero
Cedere ancora
Annoverarti tra
le cose da fare
mentire alla tua
inquisizione affettuosa
no. Morire per te
non è da rifare.
***
Dov’è che si spegne il pensiero
annaspo senza interruttori
non c’è tempo
si fa buio
dovrò tirar fuori
gli occhiali da luna
si è fatta accecante
stanotte.
***
Scivolo
sotto l’ultima delle onde
respiro l’acqua e il sale
il sorpasso della boa
della razionalità
sprofondo
al di sopra delle stelle
marine, dell’origine
al di sopra
del sotto
del mare
non c’è niente.
Finalmente posso riposare.
SONIA MAGGINI
Scivola e s’insinua
e non abbandona
insicurezza che spazza
identità
che spezza la certezza
che morde e corrode
silenzio e rumore
che annulla e che getta nel
vuoto.
tutto il bene possibile