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“Il vero amore è dei poveri. Un uomo e una donna, poveri, che si sposano, debbono poter riunire le loro anime in una per resistere e farsi coraggio. Amarsi è farsi coraggio, è difesa, sangue che si aggiunge al tuo sangue, omertà anche. Un uomo povero che dal suo lavoro ricava sempre miseria, è più forte con una compagna al suo fianco. Soltanto allora valuta appieno il vigore delle proprie braccia, il significato della propria presenza sulla terra, vede chiaro e distante: le sua angosce annegano in una carezza. Ma l’amore dei poveri è il più fragile: o il mosaico delle anime combacia perfettamente o tutto si frantuma e disperde, e l’amore diventa abbruttimento, diventa disperazione, diventa odio, ed anche tragedia. Un uomo povero può commettere tutti gli errori che la sua povertà gli suggerisce: può bestemmiare ed ubriacarsi, può perfino odiare il lavoro e perfino, in un attimo di smarrimento, rubare. Troverà sempre l’energia per riabilitarsi. Ma non gli è consentito sbagliare nello scegliersi la compagna. Questo errore gli ghiaccia il cuore, gli avvelena il sangue, non vi sarà più orizzonte davanti a lui, poichè il suo orizzonte era amore.”

(Vasco Pratolini, Cronaca Familiare)

Domenica minore

Piove sulle puttane

e sugli uomini con i baffi,

sulle giacche squadrate, sui bicchieri di cava,

nello strusciare degli ombrelli

gli amori adulti

godono

impiastricciati di rossetti

e di capelli appena fatti.

E’ domenica anche per i poveri.

Non è ancora il mondo, fuori,

si piove per pulire

e domani tornare e raccontare.

(Francesco Accattoli, Un tramonto sommario)

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