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Durante le festività natalizie, si ragionava, in quel di Barcellona, con alcuni amici circa la nuova conformazione del cosiddetto proletariato. E si faceva riferimento a mirabili teorie politiche, economiche e sociali. Tuttavia, alla fine, stremati da tanto lavoro di meningi e di retorica, eravamo concordi nel dire che quella che al giorno d’oggi assomiglia di più alla classe proletaria d’un tempo, quella dei grandi scioperi e delle rivendicazioni sociali, è la massa informe degli interinali.

Adulti che per necessità vivono ancora in uno stato di adolescenza innaturale, i famosi bamboccioni padoaschioppani. Non un sogno da realizzare, non una famiglia da costruire, non un lavoro da sventolare con il piglio di chi svolge un ruolo preciso nella società.

E in mezzo a tanta lordura, si è pensato a come suonerebbe l’Internazionale oggi:

Compagni avanti il gran partito, noi siamo degli interinali!

Tra l’altro, anche metricamente entrerebbe nella musica del più serio e nobile inno. Che ci sia qualche buon compositore volenteroso che voglia cimentarsi in tale modifica?

A parte la boutade, non sarebbe male davvero riscrivere l’Internazionale fotografando la situazione odierna, dato che la medesima lordura si sta producendo anche fuori dai confini italici. E dato che oramai le brutture della new economy sono sotto gli occhi di tutti.

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