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Da il Manifesto 15 aprile 2008

Mi ridesto dall’intontimento della notizia finale.

Ieri, dopo cena, scalzo e sconfitto, ho chiamato il mio amico compagno Salvatore a Barcellona. Ci siamo comunicati il nostro triste stato d’animo, e poi abbiamo abbozzato un minimo di riflessione: Veltroni ha perso e si sapeva, troppo molle per i nostri gusti, quel “yes we can” all’italiana proprio non convinceva, ma la cosa straordinaria è stata il crollo della sinistra.

“Certo! – fa lui – Cinque partitini comunisti a che servono!”. E’ vero, ognuno propinava la sua verità, ognuno pensava di avere lui la verità, a discapito degli altri: ma che minchia di verità è quella che ottiene 300 mila voti? Allora non è una verità…

Poi stamane, alla radio, ascoltavo le reazioni: è colpa di Bertinotti! è colpa di Turigliatto! è colpa della nonna della sorella della zia di….!

Nelle fabbriche c’è andata la Lega, altro che! E’ i compagni dov’erano? Vabbè che Grillo ha suggerito l’astensione, e che di solito il pubblico di Grillo non è di centrodestra, ma porca miseria, come si fa a non occupare neanche un seggiolino in Parlamento?

Battiamo le mani a Rifondazione, ai Comunisti Italiani, a Sinistra Critica (mi dispiace per la D’Angeli, ma la sua è stata una retorica stantia), al Partito Comunista dei Lavoratori (ammazza i lavoratori che l’hanno votato…), all’Alternativa Comunista.

Cioè: la D’Angeli diceva che Sinistra Critica era l’alternativa alla politica di Rifondazione, Ferrando idem, addirittura è nato il partito di Alternativa Comunista….ma tutta sta smania di essere alternativi a che cosa ha portato?

Signori, l’ideologia comunista è del popolo, se volete fare gli alternativi vestitevi da punkabbestia e non rompeteci i cosiddetti! A forza di staccarvi dal partito, a forza di virare a sinistra siete usciti fuori dall’uscio del Parlamento!

Ora, ha detto Diliberto, bisogna ripartire da zero: ah, caro, carissimo Berlinguer, che cosa starai pensando ora, ovunque tu sia?

Due parole sullo slogan di Veltroni. Mentre tornavo da scuola stasera mi sono venute in mente tutte quelle occasioni in cui gli italiani hanno scimmiottato gli americani: Nando Mericoni, du gust is megl che uan, quelli che chiamano Espeis l’Espace della Renault, quelli che chiamano outlet il semplice e vecchio spaccio aziendale, e tutti quei fantastici giornalisti che hanno definito quello di ieri l’ Election Day.

Poi ci si lamenta che Grillo se la prenda con l’informazione…

Ultimo pensierino: batto le mani a quelli che hanno scritto, gridato o soltanto pensato “per fortuna che sono emigrato/a”.

Grazie per la squisita solidarietà: i soliti italiani, che si sfregano le mani quando non capita a loro.

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