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Ci si è ritrovati per il terzo ed ultimo laboratorio di poesia presso il Liceo “Vittorio Emanuele II” di Jesi. Questa volta, complice il corso per il conseguimento del PET, sono risultati presenti soltanto i due irriducibili Lorenzo Maria ed Andrea (non a caso, cugini…).

Avremmo dovuto incontrarci lunedì, ma a causa di una globale assenza di materiale umano – gli scrutini sono alle porte e quasi tutti dovevano studiare!!!!! – l’ultimo appuntamento è stato spostato a mercoledì 21 maggio.

Così, provati da tante e tali vicessitudini, anche il pubblico ha latitato in maniera clamorosa, nonostante avessi sottolineato il fatto che bisognasse partecipare in massa in modo da creare un pubblico adeguato alle prove per lo slam poetry finale, nessuno dei giovani studenti del liceo s’è fatto vivo. Niente paura, s’è lavorato ugualmente e, a mio avviso (ahi! il mio mitico prof di letteratura latina all’università amava ricordare che la classe perfetta è composta da cinque alunni ed il luogo perfetto per fare lezione è uno sgabuzzino!!!) con profitto.

Per rappresentare il liceo allo slam del 5 giugno ho scelto i due poeti in erba che nel corso di questi tre incontri meglio si sono distinti per passione, partecipazione e qualità dei loro elaborati.

A tal guisa, come di solito, riporto i testi dei due studenti presenti all’ultimo incontro, tralasciando di scoprire le loro carte in vista della sfida finale. Perchè io la sento la sfida, sono sempre stato animato da una competitività accesa, al limite del becero! Daremo filo da torcere a tutti gli altri marchigiani!

Strofa n.2

                                                                                                       Non esisto,

                                                                                       ,neanche,

Un essere,

nel ripostiglio dove invento,

                                          nascondo                          il dolore dell’anima

a tastoni nel nulla,

andrò oltre la collina

sempre al limite

brucio,

un’intera pineta di ricordi,

sotto un lampione,

accordo compositori senza spessore,

                                            per una vibrazione di corda             , di piano,

                il tempo,

l’uomo

e la

giovane,

senilità. 

Lorenzo Maria

***

Ipocrisia

Un’illusione grida

il suo urlo un’ombra

chiusa nei suoi pensieri.

Andrea

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