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Terza ora

Ti osservo cadere, smaniare almeno cento volte
e maledire il mio lavoro;

la tua famiglia è solo
un crimine veniale.

Ti restano le ore, uno spasmo articolare,
una sedia che sa di fiele.

Maledire, e con l’intelligenza
sputare le parole, rileggerle e vomitarle

in una lingua di confine,
d’un’invidia livida che gli altri
negano di aver udito.

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